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Adecco, Monica Magri: inclusione e diversità di genere sono il futuro del business

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La ricetta per il business è la cultura inclusiva, cioè una cultura capace di trasformare la diversità in normalità. A dirlo, in questa nostra intervista, Monica Magri, membro del Comitato Scientifico di Winning Women Institute. Ma anche HR & Organization Director di The Adecco Group.

La Magri racconta della Certificazione e della sua peculiarità: il suo approccio scientifico e oggettivo.

In che modo la Certificazione Pari opportunità può contribuire al cambiamento in azienda?

La Certificazione introduce un elemento oggettivo di valutazione. Non solo prende atto di numeri o statistiche ma propone, nell’impianto stesso del progetto, delle azioni correttive. Soprattutto dove vengano riscontrati effettivi gap o particolari situazioni critiche.

E che utilità offre all’azienda?

Innanzitutto è l’occasione per un momento più approfondito di analisi. Una mappatura rispetto ai processi aziendali e alle diverse iniziative e progetti intrapresi rispetto alla gender diversity. Allo stesso tempo è anche un messaggio chiaro rispetto al posizionamento aziendale. Utile anche in un’ottica interna di employer branding ed esterna nei confronti dei clienti.

Perché la scelta di impegnarsi in Winning Women Insitute?

Perché concordo fortemente con il metodo e lo stile adottati, un approccio sostenuto su una base scientifica e oggettiva. Dal mio punto di vista, preferibile ad altri approcci come, ad esempio, quello delle quote.

Quali programmi per le donne sono stati fatti in Adecco?

The Adecco Group Italia è un’azienda con un’importante presenza femminile (oltre il 75%). Operando all’interno del mondo del mercato del lavoro, siamo particolarmente sensibili a questi temi. Viviamo come nostra precisa responsabilità contrastare ogni forma di discriminazione. Inoltre, anche a livello Corporate, ci sono moltissime iniziative che si focalizzano su programmi etici e di social responsibility.

E che risultati avete raggiunto con la gender diversity?

Da oltre 4 anni siamo presenti all’interno della top ten delle Best Large Workplaces italiane nella classifica Great Place To Work anche grazie a molti progetti su iniziative di conciliazione. La nostra realtà presenta una percentuale significativa di part time (oltre il 25%). A questi si aggiungono programmi di flessibilità oraria volti a garantire un buon livello di Work Life Balance.

In particolare stiamo sperimentando, su tutto il territorio nazionale e su tutte le nostre Business Lines, un pilota smart working. Inoltre abbiamo creato un percorso specifico di empowerment al femminile all’interno del quale è stato previsto un programma formativo. Il tutto per favorire una riflessione sui diversi stili di leadership. Ma anche la valorizzazione delle competenze, a cui sta seguendo un’esperienza di Reverse Mentoring tra donne junior e senior. Proprio per armonizzare, in senso ancora più allargato, le diversity presenti in azienda.

Ho voluto sponsorizzare in prima persona questo percorso innovativo. Sono convinta che la componente femminile possa rappresentare un arricchimento dello stile di leadership e un modello a cui ispirarsi.

Prossimi obiettivi sulla parità di genere?

Nel nostro Gruppo in Italia abbiamo la fortuna di avere la Fondazione Adecco per le Pari Opportunità che promuove moltissimi progetti di Diversity&Inclusion. A livello Corporate, invece, l’obiettivo è il raggiungimento di almeno il 50% di donne nel succession plan della Leadership Pipeline.

Qual è la sua esperienza nel Comitato Scientifico WWI?

E’ stato molto interessante assistere alla creazione del Comitato che, insieme al modello di Certificazione, ha dato un’impronta più incisiva al progetto. Inoltre, è arricchente condividere problematiche ma, soprattutto, best practices aziendali. Ritengo importante creare una rete, un tessuto che permetta contaminazioni positive di esperienze. Questo è valido per tutte le aziende. E non solo per le multinazionali che, anzi, hanno il compito di ispirare e proporre nuovi modelli e iniziative per realtà più piccole.

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