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E’ una donna il migliore Direttore Risorse Umane in Italia: Rossella Blasi di Ifom. Asilo aziendale, integrazione multiculturale, welcome amministrativo e linguistico.

E soprattutto il Lab G: il laboratorio studiato ad hoc per le ricercatrici col pancione, ad oggi un caso unico nel mondo della ricerca. Queste e altre le politiche di welfare concepite a misura di ricercatore che sono valse a Rossella Blasi un premio unico.

Il premio come migliore Direttore Risorse Umane è rosa

La manager, a capo delle Risorse Umane dell’Ifom, primario centro di ricerca sul cancro, ha vinto il TopLegal Corporate Counsel Award 2018. Una vittoria importante come migliore Direttore Risorse Umane dell’anno. Non facile individuare il giusto work-life balance in un istituto in cui oltre l’80% dei lavoratori svolge lavoro di ricercatore, il 25% è costituito da stranieri provenienti da 25 Paesi del mondo e la percentuale di donne è del 60%. Di questo 60%, una buona percentuale è in posizione di management (30%).

Il welfare per la famiglia è la priorità

Ma lo sforzo operato da Rossella Blasi è stato sempre di andare incontro quanto possibile alle esigenze del ricercatore. Facendo ruotare tutta la macchina organizzativa intorno alla mission centrale: la ricerca sul cancro. E quindi cercare di dare massima serenità ai ricercatori con famiglia perché né il loro obiettivo scientifico né il loro impegno in famiglia si ostacolassero a vicenda. “In Ifom abbiamo una percentuale altissima di mamme ricercatrici – commenta Rossella Blasi, mamma di due figli – che tra l’altro fanno il primo figlio in età giovane rispetto alla media nazionale. A mio avviso, sono delle vere eroine: se è già difficile lavorare e portare avanti una famiglia, ancora di più lo è se il lavoro è impegnativo. Un lavoro senza orari né fine settimana. In particolare, il binomio diventa sempre più raro quando c’è un percorso di carriera importante.”

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L’Ifom come punto di riferimento

Per andare incontro alle esigenze dei ricercatori, così come degli altri dipendenti dell’Istituto, Ifom ha adottato delle misure di conciliazione vita-lavoro che vengono riconosciute come estremamente innovative. Il programma di work-life balance (che ha già ottenuto nel 2011 il Premio Concilianzione Famiglia-Lavoro della Regione Lombardia) prende le mosse dalle esigenze specifiche dell’istituto di ricerca.

Le iniziative previste nel programma mirano pertanto ad agevolare l’attrazione di talenti nazionali ed internazionali. In che modo? Offrendo loro servizi che consentano di concentrarsi sul proprio percorso di carriera con il massimo rendimento. I benefici? “Di natura motivazionale – spiega Rossella Blasi – in quanto l’attività professionale non va in conflitto con la vita familiare e con la vita privata. Anzi, ne agevola la simbiosi. Mi riferisco soprattutto all’asilo nido e ai servizi burocratici che destiniamo ai ricercatori.

Il Lab G, unico in Italia

Ma il motivo di orgoglio principale sta in un laboratorio tutto speciale, il Lab G. “Si tratta di un laboratorio studiato ad hoc per le ricercatrici in attesa o neomamme. Di norma, infatti, nei centri di ricerca biomedica la vita di laboratorio è preclusa alle ricercatrici in stato di gravidanza, puerperio od allattamento. Perché sussiste un potenziale rischio di esposizione. Infatti agenti chimici, fisici e biologici in certe dosi e in determinati periodi della gravidanza potrebbero essere pericolosi per il bambino. Il Lab G, realtà unica nel mondo della ricerca, consente alle ricercatrici di conciliare il proseguimento della propria carriera scientifica con la maternità. Offrendo loro l’opportunità di lavorare in condizioni di massima sicurezza. E questo per tutto il periodo della gravidanza e dell’allattamento”.

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https://youtu.be/vrne4qwa8k0