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Lavoratrici over 50: quali sono gli aiuti statali per chi vuole ricollocarsi nel mercato del lavoro? Parliamo soprattutto di donne “over 50”. Parte debole della popolazione “produttiva”. E i numeri di febbraio 2018 ci danno qualche informazione in più.

Over 50: come affrontare il problema della ricollocazione?

Cala la disoccupazione (-0,2%), ma aumenta l’inattività (+0,1%, +2mila sull’anno). Questo significa che cresce il numero dei disoccupati che non cercano più lavoro. C’è il dato sull’aumento della disoccupazione giovanile (risale al 32,8%) e la crescita dei disoccupati over 50 (+4,9% sul mese).

E che aiuti arrivano dallo Stato? Innanzitutto, ci sono i nuovi incentivi introdotti e recepiti dall’Inps, ossia il Bonus Sud, l’incentivo Occupazione NEET e l’esonero under35. Però è possibile abbattere il costo del lavoro anche con il bonus assunzioni donne e disoccupati over 50 che rimangono applicabili per il 2018. Due incentivi (seppur vecchi) che possono essere utilizzati dai datori di lavoro anche quest’anno, trovando la soluzione più efficace alle proprie esigenze.

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L’assegno di ricollocazione

Inoltre è partito da pochi mesi l’assegno di ricollocazione, il voucher con cui lo Stato finanzia i programmi di formazioni per disoccupati. L’ammortizzatore sociale, introdotto dal Jobs Act, punta ad aiutare le persone senza lavoro nella ricerca di un’occupazione, offrendo un servizio personalizzato e intensivo di assistenza nei Centri per l’impiego, agenzie per il lavoro accreditate e fondazione consulenti del lavoro. A gestirlo è l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal). Per ottenere il voucher, le strutture chiamate alla ricerca di un impiego per chi lo richiede dovranno trovare al disoccupato un contratto a tempo indeterminato, o a termine di 6 mesi (da 3 a 6 mesi in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) o un contratto part-time al 50%.

Come funziona

Un tutor seguirà infatti il disoccupato, proponendogli un programma di ricerca intensiva di una nuova occupazione. Il destinatario dell’assegno dovrà svolgere le attività individuate dal tutor e accettare le offerte di lavoro congrue, come definite all’articolo 25 del decreto legislativo 150/2015. Un eventuale rifiuto ingiustificato da parte del soggetto farà scattare dei meccanismi di graduale riduzione delle misure di sostegno al reddito. Il servizio sarà sospeso se la persona ottiene un’assunzione in prova o a tempo determinato e riprenderà nel caso in cui il rapporto di lavoro abbia avuto una durata inferiore a sei mesi. L’assegno può essere richiesto dalle persone disoccupate che ricevono la Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) da più di 4 mesi e i beneficiari del Reddito di inclusione (Rei).

I compensi

Nel caso di Cassa integrazione sarà possibile richiederlo nel caso in cui l’accordo sindacale si sia concluso con un piano di ricollocazione. L’ammontare dell’assegno dipende invece dal livello di occupabilità della persona. Quindi, maggiore è la sua distanza dal mercato del lavoro, più alto sarà l’assegno e quindi più forte il sostegno per reinserirsi. I valori minimi e massimi che si possono ottenere combinando questi due criteri vanno da 1.000 a 5.000 euro in caso di risultato occupazionale che preveda un contratto a tempo indeterminato (compreso apprendistato). Da 500 a 2.500 euro in caso di contratto a termine superiore o uguale a 6 mesi. Da 250 a 1.250 euro per contratti a termine da 3 a 6 mesi (solo in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia).

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