Skip to main content

Lierac in prima fila per la parità di genere. Ce lo racconta Filippo Manucci, Ceo in Italia della multinazionale. E anche membro del Comitato Scientifico di Winning Women Institute.

Ma è soprattutto punta di diamante di Alès Groupe (brand Lierac, Phyto e Jowae), presente in 60 Paesi, con ricavi solo in Italia per oltre 47 milioni di euro.

Filippo Manucci, dal 1° novembre Presidente Gruppo Divisione farmacia e drugstore presso l’ Hq di Parigi, quando parla di pari opportunità, usa termini come “visione” e “diversity”. Parole chiave di un cambiamento.

LEGGI ANCHE: Certificazione sulla Parità di genere: perché il bollino è amico delle aziende

In che modo la Certificazione Pari opportunità può contribuire al cambiamento in azienda?

Per l’azienda è un momento di riflessione sui propri meccanismi, per validare o cambiare abitudini e prassi magari in vigore in modo acritico da anni. E’ un magnifico segnale di “comunicazione interna” perché la certificazione prevede un processo di partecipazione piuttosto allargato.

E quale utilità offre all’azienda?

Per l’azienda è importante raccontare al mondo “esterno” che è molto di più dei prodotti/servizi che vende. E’ un modo di dimostrare il proprio impegno concreto. E’ un segnale per i clienti, è una scelta di campo.

Perché la scelta di impegnarsi in Winning Women Institute?

Tra le varie ottime ragioni, anche perché Ales Groupe parla ad un mondo soprattutto femminile. E’, come molte aziende cosmetiche, ad altissima rappresentanza femminile, per cui era quasi conseguenza naturale raccontarci come una società che fa dell’uguaglianza di genere un suo atout.

Quali programmi per le donne sono stati fatti in Lierac (welfare, maternità, gender gap ecc.)?

Tutti i nostri programmi, anche di welfare, sono contro ogni gender gap. Un impegno che parte dall’assunzione. Per noi unica cosa che conta è il talento e mai ci sogneremmo di porre alcuna discriminazione in essere. Questo vale sin dal momento della selezione e successivamente nel reclutamento, condizioni contrattuali e step di carriera.

In sostanza, sentiamo molto la responsabilità, avendo in azienda una grande componente femminile. In particolare, rispetto al rientro dalla maternità, abbiamo attivato, in collaborazione con Manageritalia Milano, il programma “fiocco in Azienda”. Un aiuto alle neo e future mamme a sentirsi integrate anche durante il periodo pre-parto e il ritorno dalla gravidanza.

LEGGI ANCHE: Silvia Candiani, Microsoft Italia: più donne nelle professioni tech

Prossimi obiettivi su parità di genere?

Abbiamo un progetto con Diversity, un’organizzazione no-profit che lavora per una visione del mondo più inclusiva. Dove la molteplicità e le differenze sono considerate come valori e risorse preziose per tutte le persone.
Lierac e Diversity hanno trovato un punto di incontro ideale nel concetto dell’essere sempre se stessi, che entrambe, anche se con finalità diverse, promuovono e sostengono.

Nel 2018 Lierac ha deciso di aderire al progetto #Diversitywins nato in occasione del primo “Diversity Brand Summit”. La campagna nasce per promuovere la tematica della Diversity & Inclusion in azienda per dimostrare che i brand inclusivi sono più apprezzati dai consumatori, attirano più talenti e migliorano le performance economiche.

Diversity inoltre sarà partner nel programma Charity di Lierac Beauty Run del prossimo 9 giugno. Ospiti speciali dell’evento le FanFarlo, che porteranno la loro scuola di burlesque e le loro performance come strumento di empowerment femminile.

Quale la sua esperienza nel Comitato Scientifico?

E’ molto interessante perché al suo interno ci sono diverse anime: accademici, manager, molti dei quali non si conoscevano prima della nascita di WWI. Posso dire che si è creata un’ottima “chimica”, tipica di chi  ha una visione di intenti comune. Ho trovato inoltre molto stimolante il confronto con colleghi che hanno un background molto diverso dal mio.

LEGGI ANCHE: cameo: il bollino rosa ci ha fatto riflettere sull’opportunità di crescita dell’azienda